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Robert Cialdini,
autorità mondiale di psicologia sociale e comportamentale,
autore del best-seller "INFLUENZARE - La Psicologia della Persuasione: come e perchè si finisce col dire di sì",
considerato da più di due decadi la "Bibbia" della comunicazione,
sarà in Italia il 28 maggio.
Direttamente dall'America,
questo giovedì terrà in esclusiva a Vicenza il corso
"Le Sei Chiavi della Persuasione: per Influire, Negoziare,
Comunicare, Gestire, Aumentare la Leadership, Vendere"
Un evento, di un'intera giornata, aperto al pubblico!
Un'occasione rara PER TUTTI
di vedere Robert Cialdini, di persona, in azione,
dato che, di solito, presenzia a prestigiosi convegni riservati unicamente
a commissioni scientifiche, governative o aziendali,
a cui si può accedere solo se si è membri o su invito.
Nel nostro ultimo incontro, ci siamo, infatti, dati appuntamento
al Palazzo della ROYAL SOCIETY OF ARTS a Londra,
per la sua presentazione, in presenza di Matthew Taylor,
Capo Consigliere delle strategie politiche del già Primo Ministro Tony Blair,
e Louise Casey, Capo della revisione del crimine e comunità.
Eh, sì! Perché Cialdini è un appassionato esperto, promotore di influenze sociali
sul COMPORTAMENTO ETICO nelle organizzazioni.
E per chi non parla inglese?
L'evento "Le Sei Chiavi della Persuasione: per Influire, Negoziare, Comunicare,
Gestire, Aumentare la Leadership, Vendere" del 28 maggio a Vicenza
sarà tradotto in simultanea in italiano, su cuffie personali.
Per partecipare, rivolgiti a Hi-performance: tel. 06 - 36005152
Info programma: QUI
Suggerisco caldamente di cogliere l'occasione al volo!
Io... ci sarò! :-)
--- Tania
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Molti mi chiedono: «Ma cosa ti dice la gente?
Cosa ti raccontano sulle loro fantasie sessuali?
Come si fa una ricerca così?».
Me lo domandano spesso con quel sorrisino malizioso,
tra l'imbarazzato, l'incuriosito e, diciamolo pure...
il giudicante e il provocatorio.
La mia risposta?
«C'è da fare. E' impegnativo.»
Come in qualsiasi altra ricerca seria,
in qualunque altro campo, quando si vogliono raggiungere risultati attendibili e rappresentativi,
occorre seguire delle precise metodologie,
che io conosco piuttosto bene, provenendo dal marketing.
Oso dire, persino meglio, spesso, di chi proviene da un ambiente esclusivamente medico, dove la comunicazione e l'accuratezza statistica, come ho potuto constatare nei congressi, non è sempre "il loro forte".
Chi ha sinceramente voglia di sapere "come si fa",
l'ho detto in un'intervista uscita, questa settimana, sulla rivista "Modica".
Avverto subito che è "lunghina" e alquanto seria,
destinata solo a chi è veramente interessato a
soddisfare una curiosità scientifica o personale.
A chi è in cerca, invece, di particolari torbidi e titillazioni
da "Cronaca Vera", consiglio di fermarsi qui.
A tutti ricordo che parla di sessualità e,
se è un aspetto umano con cui non ti senti a tuo agio
e rischia di offendere la tua serenità e morale,
puoi semplicemente non leggerla.
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Lei è stata al Misex per raccogliere le testimonianze e i racconti dei visitatori sull’immaginario erotico made in Italy.
Ci può dire com’è andata?
Volentieri! A distanza di solo un anno e mezzo fa, ho rilevato notevoli cambiamenti.
Innanzitutto, l’aumento femminile tra il pubblico.
Ero “una mosca bianca”, quando partecipai, la prima volta, come visitatrice.
I maschi mi guardavano perplessi,
con sospetto e curiosità, come se fossi fuori luogo.
L’edizione seguente, quando avevo già il mio stand, le rare donne, che si aggiravano in coppia con altre donne o i propri compagni, avevano un’aria smarrita. Alcune tenevano strette per mano il proprio uomo, rigide, frastornate, incredule… imbarazzate.
Mi davano l’impressione che fossero lì,
per non lasciarlo andare da solo,
per “badarlo”, ma che in cuor loro non condividessero quel mondo così alieno ai propri desideri. Intimamente, in silenzio, disapprovavano, risentite. |
Ora, invece, con una presenza numericamente significativa, le ho viste muoversi disinvolte, divertite da queste esibizioni “circo-luna park”, niente affatto intimorite dalla vista di nudità ed espressioni corporee di altre donne. E gli uomini, li ho trovati, in fondo, più disincantati.
Quali le ragioni di tale successo?
L’accesso al materiale porno ed erotico,
si è, nel tempo, facilitato, sempre più
alla portata di tutti e alla luce del sole.
Ha perso molte tinte fosche e losche.
“L’universo dell’eros”
si è talmente “nobilitato”
da apparire persino, in alcuni casi,
desiderabile come carriera professionale.
Sia per gli uomini che per le donne.
Questo grazie anche a personaggi storici come Rocco Siffredi, Cicciolina, Moana Pozzi
o i più recenti
Franco Trentalance, Valentine Demy
che lo hanno reso… Come dire? “Umano”.
Gli italiani sono ora meglio disposti ad avvicinarsi e farsi avvicinare da quest’ambiente
e le sue manifestazioni sesso-sensuali.
E l'immaginario erotico
degli italiani?
Di pari passo, l’immaginario erotico
si è decisamente “evoluto”,
in particolare quello femminile.
La propensione a parlarne in libertà
è aumentata in maniera esponenziale.
Alcune persone che, alla mia gentile richiesta, si erano rifiutate (anche solo l'anno scorso),
sono tornate di loro spontanea volontà a chiedermi (loro!) di essere intervistate.
Penso sia pure dovuto all’effetto “media” (“reality TV”, pubblicità velatamente
o esplicitamente “BDSM”, Internet blog e forum, talk show con gente comune):
lo “sdoganamento” degli atti e la voglia di protagonismo che induce.
Lei sta preparando una ricerca in tal senso. Quando sarà pronta?
Può anticiparci qualcosa?
Certo! Ho iniziato la mia ricerca sulle fantasie sessuali degli italiani nel 2005
e prevedo di presentare un primo rapporto attendibile il prossimo anno, nel 2010.
Quest’arco temporale importante mi ha dato la possibilità di formulare un quadro rappresentativo che tenga conto anche dei mutamenti e influenze di un contesto sociale,
così in evoluzione, come quello del nostro paese.
Gli scenari erotici si trasformano rapidamente.
Traggono crescente ispirazione da immagini,
figure ed idee della cultura corrente
e dai modelli rappresentati nei media.
La maggiore “apertura” verso il sesso
sta modificando la percezione di ciò che,
un tempo, sarebbe stato ritenuto insolito o addirittura “deviato” e, quindi,
fino ad ora, perlopiù nascosto,
negato o represso.
E quelle femminili?
Le fantasie femminili sono notoriamente considerate più dettagliate,
romantiche e narrative rispetto a quelle maschili costruite, in genere, senza troppa trama, per così dire, diritte alla “meta”. Ma è proprio così?
Con sorpresa, si scopre un fiorire di uomini che indulgono nello squisito piacere dei particolari,
a volte nemmeno sessuali… nelle rifiniture di storie che si sviluppano in un lento crescendo,
passo per passo.
Che sia una reazione allo stress generato dall’incalzante ritmo dei tempi moderni o un aspetto pre-esistente, ma sottovalutato o celato in passato?
Le donne si rivelano “voyeuristiche”.
Amano “immaginare di guardare” atti d’intimità e sesso: non di rado, di soli uomini tra loro.
L’inserzione di “trans” nella coppia è in rapido aumento… e la fantasia di “farlo in tre”,
sia femminile che maschile, è oramai così comune da far suonare l’accattivante
“pensiero stupendo” di un tempo, un’idea quasi banale…
per alcuni, obsoleta.
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Ha raccolto le fantasie sessuali delle donne nei prestigiosi salotti sulla spiaggia.
Non crede che abbiano partecipato solo quelle più “coraggiose” e “libere”?
Ottima domanda! Io provengo dal mondo del marketing. Prima d’essere consulente sessuale,
sono esperta di comunicazione,
formatrice aziendale…
e apprezzo profondamente la serietà di questa precisazione sull’attendibilità statistica.
Qualsiasi ricerca o sondaggio
tramite metodi di contatto diretti
(a differenza, per esempio, dell’osservazione indiretta o sul campo, in tempo reale) fa, inizialmente, affidamento sui volontari. |
Per questo mi sono ispirata, in particolar modo, ad Alfred Kinsey,
il grande sessuologo che sapeva mettere a proprio agio gli interlocutori, a tal punto,
da far loro dischiudere l’inconfessabile, fino ad allora mai proferito a nessun altro.
Hai visto il film sulla sua vita?
Incomincia proprio così: con l’arte e la scienza del saper domandare ed evitarne i perigli.
Si sa che chi risponde a questionari o colloqui potrebbe venir influenzato,
condizionato dalla struttura e dalla sequenza dell’inchiesta o dall’intervistatore.
Consciamente o inconsciamente, le persone potrebbero non rivelare la realtà che, a volte,
deformano, ignorano o nascondono perfino a se stessi.
Per ovviare, esistono sistemi d’indagine complementari e chiavi di lettura ed interpretazione dei dati che tengono conto anche di tali fattori.
Dal punto di vista
della metodologia della ricerca,
ha considerato delle variabili territoriali, del periodo, dell'età, della condizione sociale, dello stato?
Sicuro!
Finora, le informazioni sono state fornite da italiani di vario orientamento sessuale:
etero, gay, bi, trans… di un’età compresa
trai 19 e i 72 anni, rappresentativi di
un ampio spettro di professioni,
classi sociali, grado d’istruzione e provenienza geografica.
E’ stato chiesto lo stato civile
e di relazioni attuale ed esperienze passate,
sia di convivenza che di matrimonio
ed eventuali altri partner “paralleli” e loro durata.
I dati sono stati raccolti in luoghi pubblici (inclusi pub, spiagge, scuole, biblioteche e discoteche),
eventi (tra cui il famoso MiSex), focus group organizzati, oppure telematicamente,
tramite Internet forum, un sito dedicato (www.fantasiesessuali.it) con apposito indirizzo email (info@fantasiesessuali.it), una segreteria telefonica attiva 24 ore
tutti i giorni, e una casella postale (n. 130) all’ufficio Centrale di Rimini…
tutto questo attraverso questionari scritti anonimi (guidati o aperti),
interviste personali audio o video registrate, anche via email e telefono.
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Se ci sono differenze quali considerazioni può anticiparci?
Sì, sussistono delle differenze
tra le fantasie sessuali maschili e femminili,
e, in contemporanea, delle intriganti mutazioni.
I classici stereotipi
sembrano riconfermarsi tutt’oggi.
Allo stesso tempo, sta emergendo una tendenza “cross-gender”.
La maggior parte delle donne mostra un atteggiamento sempre più aperto, disinibito e vario verso i propri desideri sessuali.
Si rivelano più audaci, intraprendenti e libere dai vecchi sensi di colpa.
Mentre gli uomini si scoprono disponibili alla sperimentazione del proprio corpo. |
| ------------------ focus group femminile condotto da Tania Bianchi |
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Temi d’inversione di ruoli, dominazione e sottomissione sono presenti in entrambi i sessi. E’ fondamentale, però, far attenzione nel saper distinguere,
perché contenuti simili possono innescare risposte disparate ed avere diversa origine,
o essere associati a ragioni emotive e aspettative di natura differente.
Ha scritto che “Fantasticare di sesso”
non è l’alternativa al “fare”, anzi,
lo mette in moto, lo alimenta,
lo “richiama”, gli dà impulso.
Può approfondire meglio?
Alcuni dichiarano: “Io non ho fantasie,
perché io il sesso lo faccio, non lo penso.”
E’ un vecchio equivoco e una difesa,
spesso inconscia.
E’ provato che “fantastica con esuberanza”
chi il sesso lo pratica, eccome!
Rivisita e rivive “oniricamente” le sue esperienze ed episodi preferiti, si rientusiasma e riaccende al pensiero,
li abbellisce e ritocca con ulteriori dettagli e varianti.
Con più materiale a disposizione, s’immagina,
nei particolari, possibilità future,
proiettando il proprio vissuto su nuovi,
a volte ignari, “candidati”… Della serie:
“Più lo fai, con gusto… e più lo faresti!”
L’esercizio mentale e la pratica fisica, poi, si sa,
rendono perfetti.
Che cosa l’ha spinta a fare questa ricerca?
Diversi motivi. Le fantasie erotiche costituiscono un aspetto centrale del comportamento sessuale. Giocano un importante ruolo nello stimolo del desiderio, nella gestione dell’ansia e nella risoluzione di eventi traumatici.
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Altri scopi sociali di questa mia indagine
sono stabilire se l’immaginario, nei suoi temi e scenari, più altre variabili come la frequenza, differisce realmente trai sessi
e se ha subito alterazioni, negli ultimi anni,
sotto la pressione di uno stile di vita più permissivo e moderno, in Italia.
Mi interessa, inoltre, verificare quanto, come e se le fantasie sessuali si rapportano alle teorie socio-culturali e socio-biologiche sulle tendenze sessuali femminili e maschili.
Mi piace infine pensare di contribuire, con quest’opera, al benessere di tanti, per il valore di trasformazione collettivo che ne può derivare.
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In che modo?
Le fantasie sessuali sono salutari e svolgono, come si è visto, più funzioni.
Oltre a risvegliare il desiderio e a migliorare le prestazioni,
favoriscono il benessere e l’equilibrio psicofisico di tutta la persona.
Sono liberatorie. Provocano il rilascio di endorfina, dopamina, noradrenalina, serotonina…
quel bel cocktail chimico che fa star bene e fortifica il sistema immunitario. E non solo.
“Fantasticare di sesso” promuove la capacità di visualizzazione
(una risorsa applicabile a tutti gli ambiti della vita quotidiana e professionale).
Stimola la memoria, la vigilanza, l’apprendimento, l’attenzione ed agisce sulla carica energetica, aumentando la motivazione e l’iniziativa.
Allevia lo stress e la tensione, fa superare traumi e, “dulcis in fundo”, accresce l’autostima.
Che è di per sé una gran cosa!
Auguro a tutti, quindi, una buona vita… anche sessuale.
--- Tania Bianchi
--- esperta in educazione sessuale, consulente in sessuologia e ricercatrice
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